Giro degli “ESSICATOI

   

 

CARATTERISTICHE DELL’ITINERARIO

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-       Località di partenza: Grondona

-       Località di arrivo: Grondona

-       Segnavia: 280 – 281 – 282 - 283

-       Dislivello in salita: 400 m

-       Dislivello in discesa: 400 m

-       Tempo di percorrenza: ore 2,45

-       Difficoltà: E

-       Periodo consigliato: marzo-novembre

-       Abbigliamento: da escursionismo normale.

 

 

 

(clikkare sulla foto per aprirla con maggiore risoluzione)

GRONDONA – ABèGU CIAPE – ABèGU APRICUSA

CASCINA BARO – ABèGU NURTIùABèGU COSTA - GRONDONA

 

 

 

 

 

 

 

Cartografia:

CTR 1/50.000 in formato Raster – Regione Piemonte, Settore Cartografico

Autorizzazione n°16/2005 del 12/10/2005 (riproduzione vietata)

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ACCESSO

IN AUTO

Autostrada A7 Milano-Genova

- Uscita Vignole Borbera-Arquata Scrivia

- Andare in direzione Arquata Scrivia

- SP 144 della Valle Spinti sino Grondona

 

IN TRENO+BUS

Linea Torino-Genova o Milano-Genova

- Stazione di Arquata Scrivia

- Autolinee C.I.T.

      Linea Arquata Scrivia- Grondona

      Tel. +39 0143 74368

      E-mail mailto:cit@citnovi.it

 

DESCRIZIONE DELL’ITINERARIO

Brevi Cenni Introduttivi:

 

Grondona (ab.511-Kmq25,79-303m) – Denominazione abitanti “Grondonesi”. Centro agricolo e turistico dell’Appennino ligure nella valle Spinti, affluente dello Scrivia, Grondona sorge sotto il monte omonimo, sulla riva destra del torrente  e alla confluenza con il rio Dorzegna. Il paese conserva un caratteristico aspetto medioevale ed è dominato a nord dal colle del Castello dei Doria in parte franato assieme a una parte del colle nel 1934, sopravvive l’alta torre cilindrica. Presso il cimitero, si erge la chiesa romanica di Santa Maria Assunta, costruita nel XIII secolo su un impianto preesistente, in pietra arenaria giallo-verde di provenienza locale, ampliata nel ‘600; notevole l’alto campanile di carattere lombardo. L’interno è decorato con sculture settecentesche. In stile tardo-romanico è la chiesa dell’Annunziata, nel suo interno è conservata una serie di affreschi dei Boxilio.

 

Gli essiccatoi, antichi “abéghi”, deputati alla fumigazione e conservazione delle castagne, per millenni base economica ed alimentare delle popolazioni montane.

 

 

IL CASTAGNO

Divisione: Spermatophyta

Sottodivisione: Angiospermae

Classe: Dicotyledones

Famiglia: Fagaceae

Originario dell’Europa meridionale, Nord Africa e Asia occidentale. I castagneti da frutto sono ormai notevolmente ridotti in Italia, anche se in questi ultimi anni si sta assistendo ad un tentativo di recupero non solo ai fini produttivi:Pianta con chioma conico-piramidale nei giovani esemplari, con tendenza a diventare espansa, globosa ed irregolare negli esemplari adulti. Alto fino a 25 metri. Fusto diritto, ramificato nella parte medio alta. La scorza è brunastra con sfumature grigiastre negli esemplari adulti, grigio-nocciola in quelli giovani.Pianta e foglie caduche, con margine seghettato e apice appuntito. Le foglie sono di colore verde intenso e lucide, più chiare nella parte inferiore.Pianta monoica. Le infiorescenze maschili sono rappresentate da spighe lunghe 10-20 cm di color giallo-verdastro. Quelle femminili sono costituite da fiori singoli o riuniti a gruppi di 2-3 posti alla base delle infiorescenze maschili. La fioritura si ha in piena estate.  Il frutto è rappresentato da una noce detta castagna, interamente rivestita da una cupola  spinosa, detta riccio.

 

Dalla piazza Venezia si imbocca via Fornace al termine della quale si trova un ampio parcheggio. Si risale brevemente il torrente Spinti per poi attraversarlo su una passerella. Su comoda carrareccia si giunge in breve al bivio di M. di Sopra e, lasciato il sentiero N°280, ci si immette in quello N°283. Dopo una breve ma ripida salita ed una leggera deviazione ecco il primo degli essiccatoi (Abègu Ciape 400m – ore 0,30). Riprendendo il sentiero che passa nelle adiacenze della Cascina Porsi e continuando a guadagnare quota si arriva al secondo essiccatoio (Abègu Apricusa 490 .m – ore 0,45-1,15). Attraversato il rio Gavassana si incontra il sentiero N°282 che proviene da Campomagro e si raggiunge, dopo una ripida salita, i ruderi della Cascina Baro. Da questa ci si immette sul sentiero N°280 che proviene da Grondona e proseguendo sullo stesso N°280, si raggiunge il Pian dei Poggi 639m, si svolta completamente a sinistra e ci si immette sul sentiero N°281 che in breve tempo conduce al terzo essiccatoio (Abègu Nurtiù 620 .m – ore 0,45-2,00). Aggirando il M. l’Ariola e per ripidi tratti in  discesa con ampie vedute si arriva al quarto ed ultimo degli essiccatoi (Abègu Costa 404 m – ore 0,30-2,30). Riprendendo a scendere e superato l’incrocio con i sentieri N°280 e 282 si ritorna al bivio di M. di Sopra e quindi a Grondona (ore 0,15-2,45).

 

I sentieri N°280-281-282-283 sono stati dotati di segnaletica orizzontale con la collaborazione degli allievi delle Classi 3A e 3B dell’Istituto G. Boccardo di Novi Ligure.

 

VARIANTI:

1.      Sentiero N° 282 Bivio Campomagro-Bivio Rio Gavassana – ore 0,30

2.      Sentiero N° 280 Grondona-Piano dei Poggi – ore 1,30

 

3.     ALTRI SENTIERI IN ZONA:

4.      Sentiero N° 273 Grondona-Persi  - ore 1,45

5.      Sentiero N° 271 Grondona-Lemmi – ore 2,15

6.      Sentiero N° 270 Bivio Costa Jamue-Varinella – ore 2,00