|
CARATTERISTICHE DELL’ITINERARIO
Scarica l’opuscolo
- Località di partenza: Stazzano
- Località di arrivo: San Martino di Sorli
- Segnavia:
200
- Dislivello in salita: 650 m
- Dislivello in discesa: - m
- Tempo di percorrenza: ore 4,45
- Difficoltà:
E
- Periodo consigliato: marzo-novembre
- Abbigliamento: da escursionismo normale
ACCESSO
IN AUTO
Autostrada
A7 Milano-Genova
-
Uscita Vignole Borbera-Arquata Scrivia
- SP
143 Vignole B.ra - Lastrico
- SP
135 Lastrico - Stazzano
IN TRENO+BUS
Linea Torino-Genova
o Milano-Genova
-
Stazione di Arquata Scrivia
-
Autolinee C.I.T.
Linea
Arquata Scrivia-Serravalle Scrivia-Stazzano
Tel. +39 0143 74368
E-mail mailto:cit@citnovi.it
|
(cliccare sulla foto
per aprirla con maggiore risoluzione)
STAZZANO – Santuario
monte spineto – SANTUARIO CA’ DEL BELLO – SAN MARTINO DI SORLI
|
|
Bibliografia
E.
Montagna, A. Sabbadini – Appennino Ligure
CAI Sezione Ligure, Genova 1974
D.
Calcagno, M. Cavana, V. Moratti – I segni del tempo
Tracce di storia e arte nelle Valli Borbera e
Spinti (Vol. I e II)
Lions Club Borghetto Valli Borbera e Spinti,
2003-2004
AA.VV.
– Novi 40 anni di Club Alpino Italiano 1960-2000
CAI Sezione di Novi Ligure, 1999
|
|
DESCRIZIONE DELL’ITINERARIO

Il giorno
dell’inaugurazione
Brevi Cenni Introduttivi:
Stazzano (ab. 2225 – sup. 18,80
Kmq – alt. 200-600 m)
– Secondo il Gabotto e lo Schultger il nome di Stazzano deriverebbe da
“Statius” (stazione), che starebbe a dimostrare la sua antica funzione di
posto avanzato della vicina città ligure e poi romana di Libarna. Il Bollea
lo identifica in un documento del 935. Stazzano ebbe all’epoca nel suo
territorio beni allodiali o forse anche feudali di pertinenza dell’abbazia di
San Pietro di Precipiano. Nel 1157, con la bolla papale di Adriano IV, il
castello di Stazzano passa al dominio temporale dei vescovi-conti di Tortona.
Negli anni 1155-1163 il castello sarà occupato e incendiato dai Pavesi,
alleati del Barbarossa. Nel 1176 Federico I Barbarossa con un “Privilegium”
conferma il possesso di Stazzano alla città di Tortona che ne manterrà il
controllo, con alterne fortune coincise con vari passaggi agli Spinola, ai
Visconti e al comune di Genova, fino al secolo XVII. Nel 1874 il vescovo di
Tortona Carlo Maurizio Pejretti cede i suoi diritti sul vescovato, e quindi
anche su Stazzano, a Vittorio Amedeo III di Savoia. D’ora in avanti Stazzano
seguirà le sorti del Regno di Sardegna.
Il
percorso inizia dalla Piazza Risorgimento di Stazzano. Dopo aver percorso un
breve tratto della centrale via Umberto I, con un’ampia scalinata sulla
destra, si sale al pregevole Oratorio della SS. Trinità; poi per una strada
da poco risistemata, si raggiunge il castello di Stazzano con accanto il
santuario ottocentesco del Sacro Cuore. Ben poco è rimasto dell’apprestamento difensivo del
castello, trasformato nella seconda metà dell’ottocento in seminario ed alla
fine del novecento in casa di riposo per anziani. Il Santuario del Sacro
Cuore è in stile basilicare, su disegno dell’architetto Giulio Leale di
Cassano Spinola. Proseguendo su un ampio sentiero, completamente
immerso nella vegetazione,
si costeggia il parco di Villa Erizzo e si raggiunge la strada asfaltata che
sale da Stazzano. Dopo averla percorsa per un centinaio di metri, nei pressi
delle due prime cappellette della Via Crucis, si svolta a sinistra su una
carrareccia con ampie vedute sulla pianura novese. Oltrepassata un’ampia
curva, si devia su un ripido sentiero sulla destra e si raggiunge il Santuario di Monte Spineto (429 m – ore 1.15). Il Santuario di
Monte Spineto è così chiamato per la grande quantità e varietà di cespugli
spinosi che ricoprono le pendici del monte, su cui è situato, fra i quali spiccano
i biancospini. La leggenda narra che nel 1620, durante l’invasione della
valle da parte dei francesi, una fanciulla sordomuta dalla nascita vide
aleggiare una colomba su di un cespuglio di biancospino fiorito fuori
stagione. La bimba urlò la notizia e per otto giorni la colomba rimase
sospesa sul cespuglio. Molti accorsero ad ammirare il fenomeno e il vescovo
di Tortona Paolo Arese accertò di persona il miracolo e decise la costruzione
del santuario. Ritornando al punto della breve deviazione, si riprende
il sentiero 200 che, con ampi saliscendi,
lungo il crinale, giunge ad un’ampia sella denominata Bocca del Lupo. Qui
troviamo il sentiero 203 che scende a Vignole
Borbera (ore 1.00). Proseguendo sul nostro itinerario 200, dopo un breve tratto in leggera discesa, si sale sulla costa
che sovrasta il villaggio dell’Albergo Vecchio, nei pressi di un vecchio e
diroccato essiccatoio per castagne, indicato sulle carte come Albergo dei
Rossi. Si ridiscende in direzione nord fino ad incontrare la strada inghiaiata
della Capanna. Qui, con una breve deviazione, si può raggiungere
l’agriturismo La Traversina.
Proseguendo verso levante si giunge prima alla masseria Chiappa e poi alla
masseria Baiardo. Il versante sud è solcato da una stretta valle interamente
ricoperta da un fitto bosco localmente chiamato Lago Scuro. Il nome pare
derivi dal toponimo latino “Locus obscurum”. Tra il 1700 ed il 1800 questa
zona selvaggia era un sicuro rifugio della banda di Maino della Spinetta ed
ancor oggi, penetrando nel bosco, è possibile osservare nell’arenaria ampi
ripari un tempo abitati dai banditi. Superata la masseria Baiardo,
di devia a nord su una comoda carrareccia e con ampi saliscendi si percorre
la cresta che divide la val Borbera dalla valle del Rio di Vargo fino a raggiungere
il Santuario di Cà del Bello (492 m – ore 2.00-3.15). Il Santuario,
eretto nel 1672 per volontà e devozione della popolazione di Borghetto di
Borbera, è dedicato alla Madonna della Neve. Nei pressi del santuario si
dipartono i sentieri 204, che scende a destra
verso Borghetto di Borbera (ore 0.45) e 205,
che scende a sinistra verso Vargo (ore 0.30). Proseguendo per il sentiero
principale 200, sempre lungo la dorsale di
displuvio tra la val Borbera e la valle del Rio di Vargo, si sale al colle
Albarasca che con i suoi 602
m di altitudine è il punto più elevato
dell’itinerario. Tenendo sempre la costa si scende ad un ampia sella con un
evidente quadrivio; si prende qui la stradina di destra che scende tra
boschetti e coltivi e, superati alcuni cascinali, raggiunge la SP 135. Percorrendo la strada
asfaltata, in direzione nord, si superano alcune case e si raggiunge il bivio
per Borghetto di Borbera. Si prosegue ora a sinistra, per un centinaio di
metri, sulla provinciale per Garbagna, quindi, nei pressi di un’ampia curva a
gomito, si devia a sinistra e si arriva a San Martino
di Sorli (530 m
– ore 1.30-4.45) dominato dai ruderi del castello. Appena prima dell’abitato si incontra la
bella chiesa romanica di San Martino con il campanile di forma quadrata in
pietra a vista con archetti ornamentali. L’edificio risale ai secoli XI-XII.
1.
ALTRI
SENTIERI IN ZONA:
2.
Sentiero N° 273 Grondona-Persi - ore 1.45
3.
Sentiero N° 203 Vignole Borbera-Bocca di Lupo –
ore 1.15
4.
Sentiero N° 204 Borghetto di Borbera-Santuario Cà
del Bello – ore 1.00
5.
Sentiero N° 205 Vargo-Santuario Cà del Bello – ore
0.45
6.
Sentiero N° 206 Bivio Rio Vargo-Bivio Campolungo –
ore 0.45

Un po’ di foto…
|